Project Management 04/06/2025

Fractional Project Manager per gestire progetti complessi di PMI e startup

Gestire progetti in modo strutturato è oggi una necessità anche per le piccole e medie imprese e per le startup. In contesti caratterizzati da crescente complessità - innovazione, trasformazione digitale, espansione sui mercati - la figura del project manager può fare la differenza. Tuttavia, molte realtà non dispongono internamente di competenze avanzate di project management.

Il modello fractional rappresenta una risposta efficace: consente di inserire in azienda, con un impegno part-time, un project manager esperto, capace di portare metodo, strumenti e visione.

In questo articolo analizziamo ruolo, metodologie, strumenti e vantaggi legati all’inserimento di un Fractional Project manager in PMI e startup.


Il ruolo del Project Manager in azienda


Chi è e cosa fa il Project Manager

Il Project Manager è il professionista che guida la realizzazione di un progetto, assicurando che gli obiettivi siano raggiunti nei tempi stabiliti, con le risorse disponibili e nel rispetto del budget. È un ruolo che richiede visione d’insieme, capacità organizzative, competenze relazionali e un solido metodo di lavoro.

Un orchestratore, non un esecutore

Il Project Manager a cui ci riferiamo in questo articolo non è la figura esecutiva che spesso viene etichettata così in Italia. Si tratta di un manager con una visione trasversale e la capacità di orchestrare attività e team, garantendo che tutte le componenti del progetto lavorino in modo coordinato e coerente verso gli obiettivi comuni.

Il Project Manager definisce attività, tempi e responsabilità, allinea i diversi team e facilita la collaborazione tra funzioni, monitorando costantemente l’avanzamento e la coerenza rispetto agli obiettivi. Non esegue direttamente le attività operative, ma assicura che le persone coinvolte lavorino in modo efficace e integrato.

Dove si inserisce il Project Manager nell’organizzazione

A seconda della natura e della rilevanza del progetto, il Project Manager può risiedere all’interno di una specifica funzione aziendale, oppure operare in staff alla Direzione Generale o Operations, con il compito di coordinare attività trasversali e mantenere allineati tutti gli stakeholder.

Il Project Management come disciplina trasversale

Il Project Management è una disciplina trasversale, applicabile a progetti di qualsiasi natura, come ad esempio:

  • sviluppo di nuovi prodotti,
  • digitalizzazione dei processi,
  • apertura di nuovi mercati,
  • realizzazione di commesse su misura,
  • riorganizzazioni interne.

Le tecniche e le metodologie di Project Management sono infatti pensate per essere adattabili a diversi contesti e settoriNella pratica, è importante distinguere tra:

  • Project Manager generalisti
  • Project Manager con esperienza specifica in determinati ambiti.

In progetti altamente tecnici o regolamentati, come quelli in ambito IT, ingegneristico, sanitario o finanziario, è spesso preferibile affidarsi a figure che abbiano già maturato esperienza nello specifico settore.

In altri contesti, un Project Manager con un solido bagaglio metodologico e buone capacità di adattamento può gestire con successo progetti anche in settori diversi.

Perché il Project Manager è utile per PMI e startup

Per le PMI e le startup, che spesso operano con risorse limitate e devono affrontare progetti eterogenei, il Project Manager rappresenta un elemento chiave per portare metodo, chiarezza e controllo. Il suo contributo permette di garantire che i progetti siano gestiti con un approccio rigoroso: definizione degli obiettivi, pianificazione dettagliata, gestione dei rischi, monitoraggio dei progressi e comunicazione efficace con tutti gli stakeholder.


Metodologie e approcci di Project Management

Nel tempo, la disciplina del Project Management ha sviluppato un corpo strutturato di metodologie, tecniche e buone pratiche che aiutano a gestire in modo efficace progetti di qualsiasi tipo. Conoscerle è fondamentale per selezionare l’approccio più adatto a ciascun contesto.

Waterfall

Il Project Management Institute ha codificato nel suo PMBOK (Project Management Body of Knowledge) un insieme di processi, aree di conoscenza e pratiche comuni a tutti i progetti. Questo approccio tradizionale, detto anche Waterfall, si basa su una pianificazione sequenziale: si definiscono in anticipo tutte le fasi, le attività, le risorse e le scadenze del progetto. È particolarmente adatto a progetti complessi con obiettivi chiari e requisiti stabili, come opere ingegneristiche, industriali o regolamentate.

Prince2

Prince2 (Projects IN Controlled Environments) è una metodologia sviluppata nel Regno Unito e diffusa a livello internazionale. Fornisce un framework dettagliato per la gestione di progetti, con una forte attenzione al controllo della governance e alla gestione dei rischi. È molto usata nella pubblica amministrazione e in settori regolamentati.

Agile

Negli ultimi anni hanno preso piede approcci più agili e adattivi, nati soprattutto nell’ambito dello sviluppo software ma ormai applicati a molti altri contesti. L’approccio Agile mette al centro la flessibilità e la collaborazione tra team e stakeholder. Il lavoro si svolge per iterazioni brevi e incrementali, con continui feedback e adattamenti.

Scrum è uno dei framework Agile più diffusi. Organizza il lavoro in sprint (cicli brevi di sviluppo), con incontri periodici per la pianificazione, il monitoraggio e la revisione dei risultati. È molto usato in progetti digitali e innovativi.

Kanban è un metodo visuale di gestione dei flussi di lavoro. Le attività sono rappresentate su una board e gestite in modo da ottimizzare i tempi di attraversamento e il bilanciamento del carico di lavoro. È applicabile sia a team tecnici che a funzioni operative.

La scelta dell’approccio più adatto dipende da diversi fattori: tipo di progetto, stabilità dei requisiti, cultura aziendale, maturità del team. Un Project Manager esperto sa valutare queste variabili e impostare di conseguenza la gestione del progetto, spesso combinando elementi di diverse metodologie.


Strumenti tipici del Project Manager

Uno degli elementi che differenziano un approccio professionale di Project Management da una gestione "improvvisata" è l’utilizzo di strumenti specifici. Il Project Manager fa ampio uso di applicazioni e metodologie che supportano la pianificazione, il monitoraggio e la comunicazione all’interno del progetto.

Tra gli strumenti più diffusi e trasversali troviamo le piattaforme di gestione dei progetti. Soluzioni come Microsoft Project, Jira, Trello, Asana, Monday.com, Smartsheet e ClickUp permettono di strutturare il progetto in fasi e attività, assegnare responsabilità, definire scadenze e monitorare l’avanzamento. Questi strumenti rendono visibile lo stato dei lavori e facilitano il coordinamento tra i membri del team.

Per la gestione visuale dei flussi di lavoro, è molto utilizzato il metodo Kanban, spesso implementato tramite board digitali che permettono di visualizzare lo stato di avanzamento delle attività in tempo reale. Questo approccio è particolarmente utile nei contesti agili e nei progetti che richiedono un elevato livello di adattabilità.

Nella gestione dei progetti complessi, il Project Manager può ricorrere a strumenti avanzati di gestione dei rischi, dei costi e della qualità. Software dedicati consentono di mappare i rischi, analizzarne l’impatto, pianificare azioni di mitigazione e tenere sotto controllo i parametri economici e qualitativi del progetto.

Anche gli strumenti di collaborazione giocano un ruolo importante. Piattaforme come Microsoft Teams, Slack, Google Workspace e Zoom facilitano la comunicazione continua tra i membri del progetto, soprattutto in contesti distribuiti o in modalità di lavoro ibrida.

A seconda dell’ambito progettuale, il Project Manager può inoltre utilizzare strumenti specialistici.

  • Nei progetti IT, ad esempio, oltre a Jira (molto diffuso nei team Agile), si impiegano piattaforme come GitLab o GitHub per il controllo del codice.
  • Nei progetti ingegneristici, software di modellazione e simulazione come AutoCAD, SolidWorks o Ansys sono fondamentali per progettare e testare componenti o sistemi complessi.

  • Nei progetti di marketing digitale, piattaforme come HubSpot, Salesforce Marketing Cloud o Contentful permettono di orchestrare la gestione dei contenuti e le campagne multicanale.
La capacità di selezionare e integrare correttamente questi strumenti all’interno del progetto è una competenza chiave del Project Manager. Non si tratta solo di utilizzare un software, ma di costruire un ecosistema operativo che abiliti una gestione efficace, trasparente e orientata ai risultati.


Le sfide di Project Management per PMI e startup

Le piccole e medie imprese e le startup si trovano sempre più spesso a dover gestire progetti complessi, come ad esempio:

  • iniziative di innovazione,
  • sviluppo di nuovi prodotti,
  • trasformazione digitale,
  • apertura di nuovi mercati,
  • riorganizzazioni interne.

Tuttavia, affrontare queste sfide con un approccio non strutturato comporta rischi significativi.

Eterogeneità dei progetti

Una prima criticità è l’eterogeneità dei progetti. Nelle PMI e nelle startup non esistono quasi mai uffici di project management dedicati: ogni progetto ha caratteristiche uniche e coinvolge risorse diverse, spesso con ruoli operativi.

Manca quindi una standardizzazione dei processi e delle metodologie.

Complessità crescente

Inoltre, la complessità dei progetti tende ad aumentare. La digitalizzazione porta nuovi strumenti e modalità operative, ma richiede anche nuove competenze e capacità di integrazione. L’internazionalizzazione apre opportunità sui mercati esteri, ma introduce variabili normative, culturali e logistiche. Anche nei progetti interni, la gestione del cambiamento e la capacità di coinvolgere le persone sono sfide non trascurabili.

Risorse limitate

In molte PMI e startup i manager e i collaboratori sono già fortemente impegnati nelle attività correnti. Gestire un progetto in parallelo, senza un metodo chiaro e un coordinamento dedicato, rischia di generare ritardi, inefficienze e sovraccarico.

Perdita di controllo

Infine, in assenza di un vero Project Management, aumenta il rischio di perdita di controllo: obiettivi poco chiari, scarsa visibilità sui progressi, tempi e costi che sfuggono di mano. Questo può compromettere la riuscita dei progetti e impattare negativamente sull’intera organizzazione.

In questo contesto, inserire un Project Manager esperto, anche in modalità fractional, permette di portare metodo, struttura e visione, riducendo i rischi e aumentando le probabilità di successo.


Quando ha senso inserire un Fractional Project Manager

Per molte piccole e medie imprese e per le startup, il ricorso a un Project Manager a tempo pieno non è sostenibile né necessario in modo continuativo. Tuttavia, esistono situazioni in cui l’inserimento di un Fractional Project Manager può rappresentare una scelta strategica, capace di aumentare sensibilmente le probabilità di successo di un progetto.

Uno dei casi più tipici è l’avvio di progetti complessi o interfunzionali. Quando un’iniziativa coinvolge più aree aziendali, fornitori esterni o partner, la necessità di coordinamento aumenta esponenzialmente. Un Fractional Project Manager può garantire la regia complessiva del progetto, portando metodo e assicurando che tutti i contributi convergano verso gli obiettivi comuni.

Anche nei percorsi di espansione o internazionalizzazione l’apporto di un Project Manager esperto è spesso determinante. Aprire nuovi mercati, avviare filiali estere, partecipare a bandi internazionali richiede competenze di pianificazione, gestione del rischio e monitoraggio che difficilmente si improvvisano.

Un altro ambito ricorrente è la trasformazione digitale. Implementare nuovi sistemi informativi, rivedere i processi, integrare tecnologie innovative implica una gestione attenta di tempi, risorse e impatti organizzativi. In questi contesti, un Fractional Project Manager può accompagnare l’impresa nell’intero percorso di cambiamento.

Molte aziende scelgono inoltre di ricorrere a un Project Manager in momenti di forte discontinuità, come fusioni, acquisizioni, riorganizzazioni interne. In questi passaggi è fondamentale mantenere la rotta, garantire l’allineamento tra i diversi livelli dell’organizzazione e presidiare il raggiungimento dei risultati.

Infine, anche in progetti interni di dimensioni più contenute, il Fractional Project Manager può aiutare a portare in azienda un approccio più strutturato alla gestione dei progetti, contribuendo alla crescita complessiva della cultura organizzativa.

Nelle fasi iniziali di una startup, la figura del Project Manager è spesso naturalmente incarnata dal CEO o dal team fondatore. Tuttavia, con la crescita della startup e l’avvio di progetti più strutturati (sviluppo di prodotto, apertura di nuovi mercati, processi di fundraising avanzati) il supporto di un Fractional Project Manager può risultare prezioso per gestire la complessità e mantenere il focus sui risultati.


Vantaggi del modello Fractional per il ruolo di Project Manager

Per molte PMI e startup, il modello fractional rappresenta la modalità più efficace e sostenibile per accedere alle competenze di un Project Manager esperto. Il vantaggio principale è la possibilità di inserire in azienda una figura di alto profilo con un impegno part-time, calibrato sulle reali esigenze del progetto e dell’organizzazione.

Questo approccio consente innanzitutto di ottimizzare i costi. Assumere un Project Manager a tempo pieno può risultare eccessivo per imprese che gestiscono progetti in modo discontinuo o con cicli di lavoro non costanti. Il modello fractional permette di modulare l’impegno, concentrandolo nelle fasi più critiche o nei momenti di maggior complessità.

Un secondo vantaggio è la flessibilità operativa. Il Fractional Project Manager si integra rapidamente nei team esistenti e può essere attivato su progetti diversi in tempi diversi, senza vincoli di lungo periodo. Questo consente alle aziende di adattarsi meglio alle fluttuazioni della domanda e di gestire con maggiore agilità i propri progetti strategici.

Inoltre, il Fractional Project Manager porta in azienda non solo metodo e strumenti di Project Management, ma anche una visione esterna e un’esperienza maturata in contesti differenti. Questo contributo è particolarmente prezioso per le PMI e le startup che vogliono evolvere il proprio approccio alla gestione dei progetti, introducendo best practice e standard professionali.

Infine, l’approccio Fractional è fortemente orientato al risultato. Il Project Manager lavora con un focus preciso sugli obiettivi del progetto, adottando un mindset “hands on” che punta alla "messa a terra" delle iniziative, senza dispersioni e senza sovrastrutture.

In sintesi, il modello fractional consente alle imprese di dotarsi di competenze manageriali di alto livello in modo flessibile, sostenibile e focalizzato, aumentando la probabilità di successo dei progetti più critici.


Conclusioni

Per le piccole e medie imprese e per le startup, la capacità di gestire progetti in modo strutturato è sempre più un fattore critico di successo. In contesti caratterizzati da risorse limitate, elevata complessità e necessità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, l’apporto di un Project Manager esperto può fare la differenza.

Il modello fractional consente di accedere a queste competenze in modo flessibile e sostenibile, calibrando l’impegno sulle reali esigenze dell’azienda e dei progetti da gestire. È un approccio che porta metodo, strumenti e cultura del risultato, senza appesantire la struttura organizzativa.

Per le imprese che vogliono affrontare con maggiore solidità i propri progetti strategici (dall’innovazione alla digitalizzazione, dall’internazionalizzazione alla riorganizzazione) valutare l’inserimento di un Fractional Project Manager rappresenta oggi una scelta concreta e di grande valore.

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04/06/2025