Management 22/03/2025

Fractional Manager: chi è, cosa fa e come può aiutare la tua azienda a crescere

Il modello del Fractional Management offre alle PMI la possibilità di accedere a competenze manageriali strategiche senza dover sostenere i costi e i vincoli di un’assunzione full-time e a tempo indeterminato.

Questo articolo spiega chi è, cosa fa e in quali contesti conviene inserire un fractional manager, con esempi concreti e descrizione dei benefici per una PMI.

Una risposta concreta per le PMI

Le piccole e medie imprese italiane rappresentano la vera colonna portante del tessuto produttivo nazionale. Molte di esse sono guidate direttamente dal titolare o da un piccolo nucleo decisionale, senza una vera struttura manageriale. Si tratta di realtà flessibili, capaci di adattarsi, ma spesso sovraccariche di operatività e prive del tempo o delle competenze per pianificare strategicamente.

La volontà di crescere c’è. Ma a mancare, molto spesso, sono le risorse, non solo finanziarie, ma anche organizzative e gestionali. Per molte PMI, assumere un manager full-time è un lusso fuori portata, oppure una scelta percepita come troppo rigida e rischiosa.

Eppure, proprio in quelle fasi in cui l’impresa deve fare un salto di qualità, affrontare un nuovo mercato, o gestire una transizione interna, l’assenza di competenze strategiche può trasformarsi in un freno.

È in questi casi che entra in gioco una figura sempre più apprezzata dagli imprenditori: il Fractional Manager.


Chi è il Fractional Manager?

Il Fractional Manager è un manager con esperienza solida e comprovata, che lavora per un’azienda a tempo parziale, su base regolare e continuativa, assumendo responsabilità dirette all’interno di un’area gestionale specifica. Non si tratta di un consulente esterno in senso classico, ma di un manager operativo, integrato nell’organizzazione e coinvolto nei processi decisionali, nelle dinamiche quotidiane e nei risultati aziendali.

A tutti gli effetti, il Fractional Manager ricopre un ruolo chiave nella struttura aziendale, con un perimetro definito di intervento, seppur con un impegno limitato nel tempo.

Questa figura è sempre più adottata dalle PMI che non hanno la possibilità, o la necessità, di assumere un dirigente full-time, ma che vogliono comunque rafforzare il proprio assetto organizzativo.

Non è un “consulente”, ma un manager.

Il Fractional Manager si distingue nettamente dal consulente:

  • Non si limita a dare indicazioni o raccomandazioni.
  • Non agisce dall’esterno.
  • Non lavora “a distanza” dal cuore operativo dell’impresa.

Al contrario, assume un ruolo preciso e strutturale in azienda, portando metodo, visione e responsabilità, ma senza appesantire i costi fissi della struttura.


Cosa fa un Fractional Manager?

Quali sono le aree di intervento e i ruoli più richiesti dalle aziende? Il Fractional Manager è un professionista esperto che assume la responsabilità operativa di un’area aziendale, con un ingaggio part-time o flessibile, ma pienamente integrato nella struttura. Lavora per obiettivi condivisi, costruisce processi, prende decisioni, coordina team e affianca l’imprenditore nel guidare il cambiamento.

Ecco le principali aree gestionali e ruoli in cui un Fractional Manager può fare la differenza in una PMI, con attività tipiche ed esempi.

1. Finanza e controllo di gestione 
(Fractional CFO - Chief Financial Officer)
  • Definizione del budget aziendale
  • Implementazione del controllo di gestione
  • Gestione di cassa, liquidità, rapporti bancari
  • Analisi economico-finanziaria e supporto decisionale
  • Pianificazione finanziaria per sviluppo o ristrutturazione
Esempio: molte PMI operano senza un controllo di gestione evoluto. Il Fractional CFO può introdurre dashboard mensili per il monitoraggio dei principali indicatori di performance e un piano di cassa semplice ma efficace, portando l’imprenditore a prendere decisioni più consapevoli.

2. Operations e Supply Chain
(Fractional COO - Chief Operating Officer)
  • Ottimizzazione dei processi operativi e produttivi
  • Coordinamento della supply chain e dei fornitori
  • Miglioramento dell’efficienza e riduzione sprechi
  • Integrazione tra reparti e supervisione dell’esecuzione

Esempio: in molte PMI manifatturiere, la produzione si basa su abitudini consolidate ma poco strutturate. Un Fractional COO può mappare i processi esistenti e implementare sistemi di miglioramento continuo.

3. Marketing
(Fractional CMO - Chief Marketing Officer)
  • Posizionamento strategico e analisi dell’offerta
  • Sviluppo del piano marketing
  • Coordinamento delle attività promozionali e digitali
  • Costruzione dell’identità di marca
  • Supervisione di agenzie o fornitori esterni

Esempio: per una PMI che si è sempre affidata al passaparola, un Fractional CMO può dare impulso alla crescita tramite una nuova strategia di acquisizione clienti e avviando attività di marketing strutturato. 

4. Vendite
(Fractional CCO - Chief Commercial Officer)
  • Sviluppo rete commerciale interna o esterna
  • Revisione della pipeline e dei processi di vendita
  • Definizione di obiettivi e monitoraggio delle performance
  • Supporto al team vendita e formazione operativa
  • Ingresso in nuovi mercati o segmenti

Esempio: un Fractional CCO può supportare l’azienda nel passaggio da vendite basate su relazioni personali a un sistema commerciale tracciabile e replicabile.

5. Risorse umane e organizzazione
(Fractional HR Manager)
  • Revisione dell’organigramma e dei ruoli
  • Introduzione di strumenti di valutazione e feedback
  • Gestione delle selezioni, inserimento e clima interno
  • Sviluppo competenze e formazione continua
  • Supporto nei passaggi generazionali o nelle fasi di crescita

Esempio: quando un’impresa cresce oltre le 10-15 persone, il “modello familiare” inizia a mostrare i suoi limiti. Un Fractional HR Manager può aiutare a strutturare l’organizzazione senza appesantirla.

6. Internazionalizzazione
(Fractional Export Manager)
  • Analisi mercati esteri e selezione canali di ingresso
  • Gestione trattative internazionali e fiere
  • Coordinamento con enti export (ICE, SACE, etc.)
  • Localizzazione dell’offerta e delle comunicazioni
  • Prima apertura a nuovi mercati, in modalità test

Esempio: una PMI con un buon prodotto ma priva di competenze internazionali può testare un mercato estero grazie al supporto di un Fractional Export Manager che segue solo la fase di apertura iniziale.

7. Sistemi informativi e tecnologie
(Fractional IT Manager / CIO - Chief Information Officer / CTO - Chief Technology Officer

  • Valutazione software e strumenti digitali
  • Supervisione progetti IT e fornitori esterni
  • Sicurezza informatica e protezione dati
  • Digitalizzazione dei processi core (ERP, CRM, etc.)
  • Introduzione graduale di tecnologie abilitanti

Esempio: molte PMI affidano l’IT a fornitori esterni senza una vera regia. Un Fractional IT Manager / CIO / CTO può fare da “ponte” tra imprenditore e tecnici, garantendo continuità e visione d’insieme.

8. Marketing Digitale
(Fractional Digital Marketing Manager / Specialist)
  • Gestione dei canali social (LinkedIn, Facebook, Instagram)
  • Ottimizzazione del sito web e dei contenuti
  • Creazione e ottimizzazione di campagne pubblicitarie online (Google Ads, LinkedIn Ads)
  • Email marketing e automazione base
  • Coordinamento di freelance e agenzie esterne 

Esempio: una PMI che si è sempre affidata al passaparola crescendo in modo organico ma limitato, può iniziare a farsi conoscere online attraverso una presenza costante e ben gestita. Un Fractional Digital Marketing Manager può definire la strategia digitale, pianificare i contenuti mensili, impostare le campagne pubblicitarie e misurare i risultati con strumenti semplici, lasciando all’imprenditore la libertà di concentrarsi sul core business.

In tutte queste funzioni / aree gestionali, il Fractional Manager si inserisce in azienda per creare valore operativo: costruisce, affianca, trasferisce competenze. E lo fa con un impegno modulabile e sostenibile.


Quali sono i benefici per una PMI?

Per molte piccole e medie imprese, l’inserimento di un Fractional Manager rappresenta una svolta gestionale. Si tratta di una risposta flessibile a un bisogno: accedere a competenze manageriali senior senza dover affrontare l’investimento (e il rischio) di un’assunzione full-time.

Ecco di seguito i principali benefici:

1. Competenze manageriali subito disponibili 

Il primo beneficio è l’accesso immediato a competenze di alto livello. Il Fractional Manager è operativo fin dal primo giorno, perché ha già esperienza in contesti simili. Porta strumenti, metodo, visione strategica e un approccio "hands on", di chi conosce già il mestiere.

Per una PMI, questo significa non dover aspettare mesi per strutturare una funzione chiave: la competenza arriva quando serve. 

2. Costi proporzionati all'impegno 
Ma quanto costa un fractional manager? Uno degli aspetti più apprezzati del modello fractional è la scalabilità del costo. L’azienda paga solo per il tempo effettivamente utilizzato, con formule settimanali o mensili. Non ci sono i costi tipici di un’assunzione tradizionale:

  • Nessun TFR
  • Nessun contributo previdenziale o assistenziale
  • Nessun costo fisso a tempo indeterminato 
  • Nessun vincolo contrattuale complesso

Con il Fractional Manager, il costo è chiaro, pianificabile e direttamente collegato al valore generato. Non ci sono ferie, permessi, corsi di formazione o benefit da gestire. Solo il tempo e le competenze effettivamente dedicate al business.

3. Flessibilità contrattuale

Il modello è leggero e reversibile: si può iniziare con un piccolo ingaggio (es. 4 mezze giornate al mese) e poi modulare l’intensità. Se il fabbisogno diminuisce, si riduce l’impegno. Se invece l’azienda cresce, il ruolo può ampliarsi gradualmente.

Questo è un vantaggio enorme per le PMI che devono muoversi con prudenza, senza bloccare risorse in modo rigido.

4. Approccio operativo, non consulenziale

A differenza di molti consulenti che analizzano e danno indicazioni ma non gestiscono, il Fractional Manager lavora dentro l’azienda, partecipa ai processi, prende decisioni, coordina persone. Si fa carico di una funzione.

In altre parole: non ti dice cosa fare, lo fa.

Il fractional manager "è una figura ibrida tra un interno e un esterno: non appartiene all’organico, ma si comporta come se lo fosse”. Il Sole 24 Ore 

5. Neutralità e visione oggettiva

Il Fractional Manager non è legato alla storia interna dell’azienda, né alle dinamiche familiari o di lungo corso. Questo gli permette di portare un punto di vista indipendente, basato sui dati e sugli obiettivi. È spesso proprio questa lucidità esterna a sbloccare situazioni stagnanti o difficili.

6. Valorizzazione del team interno

Il Fractional Manager non sostituisce il personale, ma lo affianca. In molte PMI, i collaboratori hanno potenziale ma mancano di guida e metodo. Il fractional manager può:

  • Trasferire competenze e metodologie strutturate
  • Organizzare i flussi di lavoro
  • Delegare responsabilità in modo chiaro
  • Far crescere figure chiave in azienda

In questo modo, la sua presenza lascia un’eredità duratura, anche quando l’ingaggio si conclude.

7. Minimizzazione dei rischi

Con il modello tradizionale, l’inserimento di un manager full-time è spesso un "salto nel buio": ci vogliono mesi per valutare l’efficacia, e se la scelta si rivela sbagliata, le conseguenze sono costose e destabilizzanti.

Con uil modello di Fractional Management, invece, l'azienda e il manager possono testare la collaborazione. Il rapporto è basato sul valore, non sul vincolo.


Quando conviene inserire un Fractional Manager? 

Non tutte le imprese hanno bisogno di un Fractional Manager. Ma molte ci arrivano, prima o poi. A volte è una scelta strategica, altre volte una necessità che emerge a fatica. Il punto è riconoscere il momento giusto: quello in cui l’imprenditore si rende conto che da solo non può più reggere tutto, o che l’impresa non riesce a crescere perché manca qualcosa.

Ecco alcuni scenari tipici in cui un Fractional Manager può fare davvero la differenza.

1. Quando l’azienda è in crescita, ma manca di struttura

L'azienda ha più clienti, più ordini, più dipendenti, eppure tutto continua a passare dall'imprenditore. I processi sono poco definiti, le decisioni dipendono sempre dal titolare, il tempo manca. In questo caso, un Fractional Manager può aiutare a:

  • costruire una struttura organizzativa minima,
  • definire ruoli e responsabilità,
  • mettere a terra strumenti semplici ma funzionali.

È il momento in cui passare “da impresa artigiana a piccola azienda”.

2. Quando serve avviare una nuova funzione

È il caso della piccola impresa ben rodata su produzione e vendite, ma in cui mancano completamente le funzioni marketing, HR, controllo di gestione, export… D'altro canto, nessuno in azienda ha le competenze specifiche per avviare una nuova funzione da zero.

In questo caso, può occuparsene un Fractional Manager esperto nell'ambito di interesse. 

3. Quando si vuole digitalizzare o modernizzare l’organizzazione

Molte PMI hanno bisogno di fare un passo avanti nell’uso degli strumenti digitali, nell’organizzazione interna, nella gestione dei dati. Ma non hanno nessuno in grado di guidare questo cambiamento in modo sistematico. Il Fractional Manager può:

  • selezionare e introdurre i giusti strumenti,
  • coordinare i fornitori,
  • formare il personale,
  • portare a termine l’adozione del cambiamento.
4. Quando l'azienda sta affrontando un passaggio generazionale

La transizione da una generazione all’altra è uno dei momenti più delicati nella vita di una PMI. Il rischio è quello di bloccare la crescita o perdere know-how. Un Fractional Manager può:

  • accompagnare il fondatore a delegare progressivamente,
  • strutturare l’azienda per accogliere la nuova generazione,
  • evitare che la tensione interna si trasformi in immobilismo.
5. Quando serve un aiuto “temporaneo" ma altamente qualificato

Ci sono casi in cui serve una competenza per 6 mesi, 12 mesi, 18 mesi: troppo poco per un’assunzione, troppo per un consulente. Si pensi a:

  • una riorganizzazione interna,
  • l’apertura di un nuovo stabilimento,
  • il lancio di una nuova linea di prodotto,
  • l’ingresso in un nuovo mercato.

Il Fractional Manager si inserisce solo per il tempo utile, con un mandato chiaro e misurabile.

6. Quando il titolare è solo (e lo sa)

È forse il caso più diffuso, anche se meno dichiarato. Il titolare è stanco di decidere tutto da solo, ma non ha ancora trovato qualcuno di cui fidarsi abbastanza per delegare. Il Fractional Manager non è un concorrente, ma un alleato temporaneo: porta struttura, visione e supporto, senza minare l’autorità dell’imprenditore.


Quanto costa un Fractional Manager?

Uno dei principali motivi per cui le PMI scelgono di affidarsi a un Fractional Manager è il rapporto tra valore e costo. Non si tratta solo di spendere meno, ma soprattutto di spendere meglio.

Ma cosa cambia davvero rispetto a un’assunzione tradizionale?

E rispetto a un incarico consulenziale o a un Temporary Manager?

Confronto con l’assunzione a tempo pieno

Assumere un dirigente full-time comporta una serie di costi diretti e indiretti che vanno ben oltre lo stipendio lordo. Solo per citarne alcuni:

  • Contributi previdenziali e assistenziali
  • TFR
  • Ferie e permessi retribuiti
  • Costi per formazione, benefit, rimborsi
  • Indennità in caso di uscita anticipata

Senza contare i tempi di ricerca e selezione, l’incertezza sull’inserimento e la difficoltà nel valutare le performance in tempi brevi.

Il Fractional Manager, al contrario:

  • È già pronto ad operare (non serve formazione iniziale)
  • Ha un compenso proporzionale al tempo impiegato e ridimensionato rispetto a un incarico full-time
  • Non genera costi fissi a tempo indeterminato 
  • Non richiede oneri contrattuali complessi
  • Non appesantisce la struttura, né in termini economici né organizzativi

Per una PMI che non ha bisogno di un manager 5 giorni su 5, questo si traduce in un risparmio importante, ma soprattutto in un investimento mirato.

Confronto con il Temporary Manager

Il Temporary Manager lavora in genere full-time per un periodo definito (es. 6–12 mesi) e ha un ingaggio adatto a gestioni straordinarie: crisi aziendali, turn-around, fusioni, transizioni complesse. Il costo è spesso elevato e giustificato dall’urgenza o dalla criticità dell’intervento.

Il Fractional Manager, invece, può operare con una logica più ordinaria e continuativa, accompagnando l’impresa anche nel medio periodo, con un impegno ridotto (es. 1 o 2 giorni a settimana) e flessibile, adattando il carico di lavoro al ciclo dell’impresa.

Per la PMI che non è in emergenza ma vuole crescere bene, il modello fractional è più sostenibile e più coerente con il proprio profilo di rischio.

Budget sempre sotto controllo 

Un vantaggio importante del Fractional Manager è la pianificabilità del suo costo. L’azienda sa esattamente quanto spenderà ogni mese, perché l’ingaggio del Fractional Manager è:

  • concordato in anticipo
  • basato su tempo e obiettivi
  • verificabile tramite report o riunioni regolari

Tutto rimane sotto controllo.

Valore generato più misurabile

Con un manager assunto a tempo pieno, il ritorno dell’investimento (ROI) è difficile da misurare nei primi mesi. Con un Fractional Manager, il valore generato è spesso più evidente, perché:

  • si lavora su obiettivi specifici e misurabili
  • si identificano fin da subito i KPI di riferimento
  • le attività sono focalizzate su aree prioritarie
  • il manager lavora per portare risultati tangibili in tempi contenuti

In altre parole, si paga per un impatto, non per la posizione.

Test e validazione

Uno dei principali ostacoli alla crescita delle PMI è la paura di assumere costi fissi troppo presto. Il modello fractional permette di iniziare in piccolo, testare, validare, e solo se serve, ampliare.

È una forma di scalabilità del management, che consente all’azienda di avere il giusto livello di competenze, nel momento giusto, al costo giusto.


Di quale fractional manager ha bisogno la tua PMI?

Uno dei punti di forza del fractional management è la sua adattabilità a funzioni diverse: dall’area finanziaria al marketing, dalla produzione alle risorse umane.

Ogni PMI ha la sua storia e le sue priorità, ma ci sono alcune figure manageriali che, più di altre, vengono richieste in forma fractional, perché riescono a generare valore in tempi brevi, anche con un impegno contenuto.

Ecco una panoramica dei ruoli più frequenti, con i segnali tipici che indicano quando è il momento di considerarli.

Fractional CFO (Chief Financial Officer)

Il Fractional CFO è una delle figura più ricercate da PMI e startup.

Quando serve:

  • Quando l’imprenditore prende decisioni “a occhio”, senza dati aggiornati
  • Quando la gestione finanziaria è affidata al commercialista, ma manca una visione strategica
  • Quando si vogliono ottenere finanziamenti, rinegoziare con le banche o attrarre investitori

Cosa fa:

  • Introduce il controllo di gestione (budget, report, previsioni)
  • Supporta il titolare nella pianificazione finanziaria e nella gestione del cash flow
  • Costruisce una visione di medio termine su costi, margini e investimenti

Fractional COO (Chief Operating Officer)

Anche il Fractional COO è un ruolo molto richiesto dalle aziende.

Quando serve:

  • Quando la produzione o l’erogazione dei servizi dipende da singole persone
  • Quando i processi sono confusi, le responsabilità non sono chiare, e si perdono efficienze
  • Quando si vuole crescere senza perdere il controllo operativo
  • Quando l'imprenditore ha visione e capacità strategica, ma serve "mettere a terra", chiudendo il "gap di esecuzione"
"Execution is the single greatest market differentiator" - Brian P. Moran  

Cosa fa:

  • Ottimizza i flussi di lavoro e i processi interni
  • Coordina produzione, logistica e fornitori
  • Introduce strumenti per monitorare la qualità e le performance operative

Fractional CMO (Chief Marketing Officer)

Nel panorama del marketing moderno, il ruolo del Fractional CMO sta emergendo sempre più come soluzione per migliorare l'efficacia delle strategie commerciali delle PMI. 

Quando serve:

  • Quando l’azienda dipende da clienti storici o dal passaparola
  • Quando si vuole aprire un nuovo mercato o lanciare un nuovo prodotto
  • Quando esiste un’attività marketing “a intermittenza” o puramente al servizio delle vendite
  • Quando si vogliono prendere decisioni di business e commerciali basate su insight del cliente e del consumatore

Cosa fa:

  • Definisce il posizionamento e i messaggi chiave dell’azienda
  • Gestisce le ricerche di mercato e le attività di analisi di clienti e consumatori
  • Costruisce strategia e piano marketing coerenti con gli obiettivi
  • Coordina attività promozionali, eventi, canali digitali e rete commerciale

Fractional Digital Marketing Manager 

Spesso a riporto di un CMO / Direttore Marketing, il Digital Marketing Manager è ormai una figura essenziale per PMI e startup.

Quando serve:

  • Quando i social vengono gestiti “in casa” ma senza risultati
  • Quando il sito web non genera contatti o vendite
  • Quando si vuole iniziare a fare pubblicità online ma non si sa da dove partire

Cosa fa:

  • Definisce la strategia e prepara il piano di marketing digitale
  • Gestisce i canali social (LinkedIn, Facebook, Instagram) in modo professionale
  • Cura contenuti, campagne pubblicitarie (Google Ads, LinkedIn Ads) e SEO di base
  • Coordina eventuali agenzie esterne e freelance

Fractional HR Manager

Il Fractional HR Manager è una figura manageriale che opera con un impegno part-time, che può in alcuni casi essere di natura continuativa, affiancando l’impresa nella gestione strategica e operativa delle risorse umane.

Quando serve:

  • Quando l’azienda è cresciuta e iniziano a emergere problemi di organizzazione interna
  • Quando si vuole inserire nuovo personale ma non c’è una procedura chiara
  • Quando aumentano i conflitti, le richieste, la burocrazia interna

Cosa fa:

  • Definisce ruoli e responsabilità all’interno del team
  • Introduce strumenti per la gestione e la motivazione delle persone
  • Supporta nel recruiting e nella gestione di nuovi inserimenti

Fractional Export Manager

In un contesto geo-politico come l'attuale, caratterizzato da cambiamenti e incertezza, un fractional export manager può diventare una necessità per una PMI.

Quando serve:

  • Quando si riceve interesse dall’estero ma non si sa come gestirlo
  • Quando si vuole internazionalizzare ma non si hanno contatti o competenze
  • Quando si partecipa a fiere o eventi esteri ma senza un piano vero

Cosa fa:

  • Analizza i mercati e definisce una strategia export
  • Seleziona canali di ingresso (agenti, distributori, piattaforme online)
  • Supporta la negoziazione e la gestione dei clienti esteri

Fractional CIO / IT Manager 

Il Fractional CIO è focalizzato sulla gestione interna dei sistemi IT, della loro efficienza e dell'allineamento della tecnologia con gli obiettivi aziendali. 

Quando serve:

  • Quando l’IT è gestito da un fornitore esterno ma manca una regia interna
  • Quando si vogliono introdurre strumenti digitali ma si teme il caos
  • Quando la sicurezza informatica o la gestione dei dati sono a rischio

Cosa fa:

  • Valuta i bisogni tecnologici e propone soluzioni compatibili con l’azienda
  • Supervisiona fornitori esterni e progetti IT
  • Gestisce l’introduzione di nuovi sistemi gestionali, CRM, ERP, ecc.

Quelli appena descritti sono solo alcuni dei possibili ruoli, nella realtà qualsiasi posizione manageriale - di livello intermedio o C-level - può essere ricoperta da una figura fractional. 


Le domande e le obiezioni più comuni 

Molti imprenditori sentono parlare di Fractional Manager con curiosità, ma anche con qualche dubbio. È normale: si tratta di un modello, non nuovo, ma ancora parzialmente sconosciuto nel panorama delle PMI italiane.

Ecco di seguito una raccolta delle domande più frequenti.

 “Ma non è complicato inserire un fractional manager?” 

Al contrario. Il Fractional Manager è abituato a integrarsi rapidamente anche in contesti piccoli o poco strutturati. Di solito, bastano 1–2 incontri iniziali per definire obiettivi e modalità operative.

 “E se poi non funziona o non c’è sintonia?”

Nessun problema. Dipende dalla forma contrattuale adottata naturalmente ma, in linea di principio, il rapporto è flessibile, senza vincoli a lungo termine. Se la collaborazione non porta i risultati attesi, si può interrompere o rivedere l’accordo. Non si è legati "mani e piedi" a contratti rigidi, come nel caso di un’assunzione a tempo indeterminato.

 “Come faccio a fidarmi? È comunque un esterno”

È una figura esterna, sì, ma con un ruolo interno. Il Fractional Manager entra nella struttura, si assume responsabilità e lavora per obiettivi concreti. E spesso ha esperienza in contesti simili, il che facilita l'integrazione.

“Non ho tempo di seguire anche un manager esterno”

Infatti non ha bisogno di essere seguito. Il suo compito è alleggerire l’imprenditore, non caricarlo di altro. Anzi: spesso è lui che prende in mano le attività operative lasciate in sospeso, definisce le priorità e permette al titolare di tornare a occuparsi della visione d’insieme.

“E se poi se ne va dopo pochi mesi?”

Se il lavoro è ben fatto, lascia una struttura più solida e un team più autonomo. Il Fractional Manager non è pensato per rimanere per sempre, ma per costruire qualcosa che resta anche dopo di lui.

“E se il mio team non lo accetta?”

Succede raramente. Il Fractional Manager non entra con atteggiamento da ‘capo’, ma da facilitatore. Spesso è lui che sblocca tensioni o confusione nei ruoli. E quando lavora bene, è il primo a valorizzare le competenze già presenti in azienda.

“Non è meglio un consulente?”

Dipende dalle esigenze specifiche. Le due figure rispondono a necessità e obiettivi diversi, anche complementari. Se si cercano analisi e valutazioni, un consulente può bastare. Se si ha bisogno invece di una guida, che decida e gestisca, serve un manager.


Il manager non è solo per le aziende grandi

Per troppo tempo, nelle PMI italiane, la figura del manager è stata vista come qualcosa da “grande azienda”: un lusso, un costo fisso, un ruolo che mal si conciliava con le logiche snelle delle imprese più piccole.

Oggi questa visione sta cambiando. E il Fractional Management è uno dei motori di questo cambiamento.

  • Permette di inserire competenze strategiche dove servono, senza stravolgere la struttura.
  • Aiuta l’imprenditore a delegare in modo intelligente, senza perdere il controllo.
  • Apre la strada a una gestione più solida, più consapevole, più sostenibile.

La  così detta managerialità scalabile - ossia la capacità di un'azienda di implementare processi e strutture di gestione in modo efficiente, consentendole di crescere senza che ciò comporti un aumento sproporzionato dei costi e delle risorse - è già realtà in molte aziende, anche piccole e medie.

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