Digitalizzazione nelle PMI manifatturiere: sfide, normative e processi chiave
Il settore manifatturiero italiano è al centro dell’economia nazionale, ma vive margini ridotti e una forte pressione dalle filiere globali e dalle nuove normative europee.
Le PMI che digitalizzano i propri processi - dalla produzione alla qualità, fino alla tracciabilità - non solo recuperano efficienza, ma restano parte integrante delle catene di fornitura.
Questo articolo illustra il contesto, i punti critici e le priorità per un percorso sostenibile.
2025: tenuta e primo segnale di ripresa
Ad agosto 2025, l'indice PMI manifatturiero italiano ha superato la soglia di 50 punti dopo 16 mesi di contrazione, attestandosi a 50,4 (49,8 a luglio).
È un segnale incoraggiante, che conferma l’avvio di una fase di stabilizzazione. Le stime per il 2025 indicano un valore della manifattura di circa 1.143 miliardi di euro, con una crescita nominale dell’1,8% sui livelli del 2024. Il contributo arriva soprattutto da comparti come farmaceutica, meccanica e largo consumo, mentre restano incertezze legate al commercio internazionale e alle politiche industriali dei principali partner.
La ripresa resta fragile, ma mostra basi concrete su cui costruire. Per consolidare il trend, le PMI manifatturiere devono migliorare produttività, qualità e affidabilità delle consegne. Per raggiungere questi obiettivi, occorre integrare meglio dati e processi, così da rendere più solide le relazioni di filiera e più sostenibile la competitività.
In questo scenario, la capacità delle PMI di integrare meglio dati e processi attraverso la digitalizzazione sarà decisiva per trasformare la stabilizzazione in crescita duratura.
Digitalizzazione nelle PMI manifatturiere: un percorso ancora frammentato
Una crescita strutturale del settore richiede un utilizzo del digitale diffuso e integrato.
Molte PMI hanno avviato progetti di innovazione, ma spesso confinati a singole aree aziendali e senza una visione d’insieme. I dati mostrano che:
solo il 4,5% delle piccole imprese manifatturiere e il 19,6% di quelle medio-grandi (100–249 addetti) elabora dati provenienti da sensori o dispositivi intelligenti;
il 42,2% delle imprese italiane utilizza un software ERP per la gestione dei processi aziendali, percentuale che sale al 54,2% nel settore manifatturiero;
il 5,0% delle imprese adotta tecnologie di intelligenza artificiale, con un picco del 24,1% tra le grandi imprese e un utilizzo prevalente nei processi produttivi, in particolare nel manifatturiero;
il 13,1% delle imprese manifatturiere ha scelto servizi ERP su cloud, una quota superiore alla media nazionale del 10,9%.
Questi numeri confermano che la digitalizzazione è in corso, ma procede con velocità ridotta e in modo frammentato. Per molte PMI significa non riuscire ancora a valorizzare pienamente i dati disponibili, con un impatto diretto su efficienza, tempi di risposta e capacità di partecipare alle catene del valore più integrate.
I processi produttivi da digitalizzare nelle imprese manifatturiere
Produzione e avanzamento ordini
In molte PMI l’ordine cliente viene ancora trasformato in piano di produzione con fogli Excel o passaggi manuali. Questo comporta errori, rallentamenti e scarsa visibilità.
L’integrazione tra ERP e MES consente invece di avere una base dati unica: il gestionale fornisce ordini e distinte, il MES raccoglie tempi reali e stati delle macchine. Il risultato è una pianificazione più affidabile, la possibilità di simulare scenari e una riduzione sensibile dei ritardi di consegna. Oggi il 54,2% delle PMI manifatturiere usa ERP, ma l’integrazione con il livello di fabbrica resta limitata.
Manutenzione macchinari
La manutenzione preventiva programmata riduce i rischi, ma non elimina i fermi improvvisi. Con sensori IoT e sistemi predittivi, la manutenzione si basa su dati reali di funzionamento. Ad esempio, la vibrazione o la temperatura di un componente possono segnalare l’usura prima che si verifichi il guasto.
Anticipare gli interventi permette di evitare fermi prolungati e di ottimizzare la disponibilità degli impianti. Il rapporto degli Osservatori del Politecnico di Milano sullIndustria 4.0 segnala che la manutenzione predittiva è tra le applicazioni più citate dalle imprese manifatturiere, anche se ancora adottata in misura limitata.
Controllo qualità e tracciabilità
In molte PMI i controlli qualità sono ancora registrati su carta. Digitalizzare i collaudi e collegarli a distinte e cicli di lavoro significa poter risalire subito alla causa dei difetti e ridurre rilavorazioni.
Un sistema SPC (Statistical Process Control) integrato in linea permette di monitorare le variabili critiche e ridurre la variabilità dei lotti. Questa capacità è sempre più richiesta anche dai clienti internazionali, che domandano certificazioni digitali e tracciabilità completa.
Logistica interna e supply chain
La gestione dei materiali in produzione e il monitoraggio del "work in progress" sono spesso poco strutturati. Tecnologie come RFID o sistemi di tracking digitale consentono di sapere dove si trova un lotto in ogni momento. Questo riduce errori, migliora i tempi di attraversamento e permette di soddisfare la crescente domanda di tracciabilità lungo tutta la filiera.
Normative che cambiano le regole
Negli ultimi anni il quadro regolatorio europeo ha assunto un ruolo sempre più rilevante per la manifattura. Nuovi regolamenti e direttive richiedono dati digitali su prodotto, sostenibilità e sicurezza, imponendo alle PMI di adeguare i propri processi per restare integrate nelle filiere.
Avrà effetti trasversali anche sulla meccanica e sulla subfornitura.
Per le PMI manifatturiere significa raccogliere e mettere a disposizione dati digitali su composizione, materiali riciclati e riparabilità dei prodotti. Prepararsi in anticipo consente di non trovarsi esclusi dai mercati che richiederanno queste informazioni.
La Direttiva UE CSRD obbliga le grandi imprese a rendicontare dati ESG dal 2025. Le PMI non quotate non sono direttamente coinvolte, ma chi fornisce grandi gruppi sarà chiamato a fornire dati su consumi, emissioni e sicurezza. Per molte realtà manifatturiere questo richiederà sistemi digitali per raccogliere e trasmettere dati affidabili..
Direttiva NIS2
In vigore dal 2024, la direttiva NI62 amplia l’ambito dei requisiti di sicurezza informatica a diversi settori industriali.
Per le PMI manifatturiere significa estendere la protezione anche alle reti OT (Operational Technology) che collegano macchinari e linee produttive. È necessario adottare misure come segmentazione delle reti, aggiornamenti costanti e procedure per gestire gli accessi dei fornitori esterni. Indicazioni operative sono contenute nelle linee guida ENISA.
Ruoli e responsabilità nel processo di digitalizzazione
Per passare da progetti isolati a programmi solidi e risultati misurabili serve un insieme coordinato di ruoli e competenze. Di seguito un approfondimento relativo a progetti di digitalizzazione nel settore manifatturiero.
Ruoli e responsabilità
Sponsor (proprietà/CEO): definisce priorità e budget, rimuove gli ostacoli, approva gli step-gate.
Digital Transformation Manager: proprietario della roadmap; coordina fornitori; presidia integrazioni, qualità del dato e compliance (ESPR/DPP, CSRD, NIS2).
Produzione/plant: responsabilità su processi e dati di reparto; standard work; rilascio dei cambiamenti in linea.
IT/OT: responsabile di infrastrutture, sicurezza e interfacce; gestione accessi terze parti; patching e backup/recovery testati.
Qualità: responsabile di SPC, piani di controllo, tracciabilità e audit cliente/ente; gestione non conformità.
Tecnici: (automazione/PLC, manutenzione, data engineer, system integrator): sensoristica, configurazioni, pipeline dati e test.
Fornitori tecnologici: componenti/servizi con SLA, documentazione e trasferimento di know-how.
Chi è il Digital Transformation Manager
È il regista e facilitatore. Allinea strategia, processi e tecnologie, coordina fornitori e presidia compliance e sicurezza. Il suo compito è rendere coerenti le scelte e guidare implementazione e adozione dei progetti.
Governance dei progetti digitali
Steering mensile (sponsor + DTM + responsabili funzione): decisioni su budget, priorità e go/no-go.
CAB quindicinale (change advisory): impatti su processi e sistemi, readiness al rilascio.
Rituali operativi in reparto: daily/weekly per il pilota, gestione issue e azioni correttive.
Monitoraggio: indicatori su baseline/risultati e registro rischi.
Deliverable del Digital Transformation Manager
Roadmap di digitalizzazione
Documento di sintesi che definisce priorità, fasi progettuali, criteri di scelta delle tecnologie e milestone temporali. È la bussola che collega investimenti e obiettivi aziendali, evitando interventi episodici.
Business case dei progetti
Per ogni iniziativa (es. integrazione ERP-MES o tracciabilità digitale) il DTM costruisce un business case con obiettivi, baseline (lead time, OEE, scarti, OTIF) e benefici attesi. Serve per giustificare l’investimento, monitorare i risultati e ottenere commitment dal vertice.
Modello di governance
Definizione di ruoli, responsabilità e processi decisionali (chi approva cosa, come si gestiscono i fornitori, quali sono i criteri di accettazione). In una PMI, questo deliverable è cruciale per ridurre ambiguità e velocizzare le decisioni.
Linee guida di integrazione
Il DTM non sviluppa interfacce, ma definisce criteri minimi di integrazione tra sistemi (ERP, MES, qualità, manutenzione, logistica). Questo deliverable serve a orientare tecnici e fornitori verso soluzioni interoperabili, evitando silos.
Piano di adozione e competenze
Documento che prevede formazione mirata, affiancamento sul campo e strumenti pratici (manuali, check list). L’obiettivo è ridurre la resistenza al cambiamento e trasferire competenze ai reparti, così che i progetti restino sostenibili nel tempo.
In sintesi, l'intervento di un Digital Transformation Manager è centrale per trasformare la digitalizzazione da iniziativa episodica a percorso strutturato. Senza questa regia, anche gli investimenti più validi rischiano di disperdersi in attività scollegate.
Fractional Management per la digitalizzazione delle PMI manifatturiere
Difficilmente una PMI può permettersi un manager esperto a tempo pieno.
Il fractional management è il modello sostenibile cui fanno ricorso sempre più imprese italiane. Un Fractional Digital Transformation Manager o un Fractional Chief Digital Officer (CDO), con impegno part- time (1‑3 giorni a settimana) consente di avviare governance, pilotare i primi cantieri e trasferire metodo alla squadra interna, con obiettivi e risultati attesi definiti a contratto.
Conclusione
La manifattura italiana è in una fase di stabilizzazione, con segnali di ripresa che vanno consolidati. Per le PMI la crescita struturale passa attraverso la digitalizzazione dei processi chiave e l’acquisizione di nuove competenze.
Chi saprà integrare tecnologie, dati e persone avrà maggiori possibilità di mantenere competitività e accesso ai mercati.
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FAQ
Quali processi conviene digitalizzare per primi in una PMI manifatturiera?
Produzione, manutenzione, controllo qualità e logistica interna sono le aree con i maggiori benefici immediati.
Quali normative europee impattano maggiormente la manifattura?
Il Digital Product Passport, la CSRD e la direttiva NIS2, che richiedono dati digitali su prodotto, sostenibilità e sicurezza delle reti.
Quali competenze servono per gestire la digitalizzazione?
Profili di automazione, robotica e data management, difficili da reperire sul mercato.
Glossario
MES (Manufacturing Execution System): sistema informativo che collega ERP e produzione, gestendo avanzamento ordini e dati di fabbrica.
IoT (Internet of Things): rete di sensori e dispositivi connessi che raccolgono dati in tempo reale da macchine e processi.
DPP (Digital Product Passport): documento digitale che accompagna il prodotto con dati su composizione e sostenibilità.
CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): direttiva UE che obbliga alla rendicontazione ESG le grandi imprese e indirettamente i loro fornitori.
NIS2: direttiva europea che impone requisiti di sicurezza informatica a reti e sistemi, incluse le infrastrutture industriali OT.